Secondo la classificazione del DSM-5 (Manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali – 5° e più recente edizione) i disturbi del movimento sono il disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria, i disturbi da movimento stereotipato e i disturbi da tic.

Quali sono e come si manifestano

Disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria (o disprassia)

È caratterizzato da deficit nell’acquisizione e nell’esecuzione delle abilità motorie coordinate e si manifesta con goffaggine e lentezza o imprecisione nello svolgimento delle abilità motorie che interferiscono con le attività della vita quotidiana. I bambini piccoli possono presentare un ritardo nel raggiungimento delle tappe motorie fondamentali, sebbene molti raggiungono le tappe motorie adeguate. Si possono inoltre sviluppare in ritardo alcune abilità quali salire le scale, pedalare, abbottonarsi la camicia e chiudere le cerniere. Anche nel momento in cui l’abilità viene acquisita, l’esecuzione dei movimenti può apparire scordinata lenta o meno precisa rispetto ai coetanei e comunque interferisce significativamente con le attività quotidiane della vita familiare, sociale, scolastica o comunitaria. Il più grande problema della disprassia è la mancanza di consapevolezza; si tende a pensare che il bambino sia semplicemente “impacciato” e che questo non comporti lo sviluppo di situazioni peggiori con il passare del tempo.

In realtà questo disturbo interessa circa il 5-6% della popolazione infantile compresa tra i 5 e gli 11 anni (i maschi più delle femmine), e non migliora con la crescita, anzi, se non trattato immediatamente può perdurare, anche oltre l’età evolutiva, nel 50-70% dei casi.

Disturbo da movimento stereotipato

Viene diagnosticato quando un individuo presenta comportamenti motori ripetitivi, apparentemente intenzionali e apparentemente afinalistici, come scuotere le mani, dondolarsi, battersi la testa, morsicarsi o colpirsi. Tali comportamenti possono o non possono rispondere gli sforzi per fermarli: tra i bambini con sviluppo tipico, i movimenti ripetitivi possono essere fermati quando sono oggetto di attenzione o quando il bambino viene distratto dalla loro esecuzione, mentre tra i bambini con disturbi del neurosviluppo, i comportamenti motori tipicamente rispondono meno tali sforzi. In altri casi l’individuo mostra comportamenti di autocontenimento (per esempio sedersi sulle mani, avvolgere le braccia nei vestiti). Il repertorio di comportamenti è variabile e può comprendere comportamenti autolesivi (ad esempio battersi la testa schiaffeggiarsi il viso, mettersi le dita negli occhi, mordersi). La frequenza e la durata di tali comportamenti può variare molto. I movimenti stereotipati sono comuni nei bambini piccoli con sviluppo tipico e tra il 4 e il 16% degli individui con difficoltà disabilità intellettiva manifesta stereotipie e autolesionismo.

Disturbi del movimento - Centro Tice
Disturbi del movimento - Centro Tice

Disturbi da tic

Con la denominazione tic si intende tutti quei movimenti stereotipati, a-finalistici, che l’individuo compie senza averne il controllo. La gravità dei tic è molto variabile. Un bambino su cinque manifesta un tic per un periodo. Molti di questi sono lievi e spesso non riconosciuti come disturbo da genitori e medici. La sindrome di Tourette è il disturbo da tic più grave e ha un’incidenza inferiore all’1% nei bambini. I tic hanno una probabilità tripla nei maschi. I tic insorgono prima dei 18 anni (solitamente tra i 4 e i 6 anni), aumentano di gravità fino a raggiungere il picco circa tra i 10 e i 12 anni e si riducono durante l’adolescenza. Alla fine la maggior parte dei tic scompare. Tuttavia, in circa l’1% dei bambini i tic permangono fino all’età adulta.

Esistono diversi tipi di tic: i tic motori comprendono per esempio smorfie del viso, movimenti del collo, colpi di tosse, ammiccamenti; fanno parte di questa tipologia anche i tic vocali (emissioni di suoni non voluti) che includono per esempio il raschiarsi la gola e lo sbuffare. Quelli appena elencati sono considerati tic motori e vocali semplici perché coinvolgono solo alcuni elementi corporei e sono costituiti da movimenti brevi.

I tic motori possono essere anche complessi quando coinvolgono più elementi corporei e sono costituiti da sequenze di movimenti; ne sono un esempio il battere i piedi, effettuare movimenti mimici, saltare, toccare, odorare un oggetto. Anche i tic vocali possono essere complessi o definiti anche tic comportamentali; ne sono un esempio l’ecolalia (la ripetizione come un’eco di frasi parole o suoni sentiti per ultimi) e la coprolalia (comportamento compulsivo patologico che provoca la necessità esplosiva di pronunciare parole o frasi dal contenuto osceno e/o volgare). Oltre a queste principali tipologie esistono anche i tic distonici (movimenti coordinati consecutivi con un fine inesistente ma presunto), i tic sensitivi (scatenati da una stimolazione esterna, frequentemente riscontrato nelle persone con Sindrome di Tourette) e i tic transitori, riscontrabili più frequentemente in età infantile.

I tic persistenti esordiscono in genere tra i 4 e i 7 anni, raggiungono un picco di intensità in pre-adolescenza, per poi attenuarsi e sparire nella maggioranza dei casi in tarda adolescenza o nella prima età adulta.

Esistono diversi tipi di tic: i tic motori comprendono per esempio smorfie del viso, movimenti del collo, colpi di tosse, ammiccamenti; fanno parte di questa tipologia anche i tic vocali (emissioni di suoni non voluti) che includono per esempio il raschiarsi la gola e lo sbuffare. Quelli appena elencati sono considerati tic motori e vocali semplici perché coinvolgono solo alcuni elementi corporei e sono costituiti da movimenti brevi.

I tic motori possono essere anche complessi quando coinvolgono più elementi corporei e sono costituiti da sequenze di movimenti; ne sono un esempio il battere i piedi, effettuare movimenti mimici, saltare, toccare, odorare un oggetto. Anche i tic vocali possono essere complessi o definiti anche tic comportamentali; ne sono un esempio l’ecolalia (la ripetizione come un’eco di frasi parole o suoni sentiti per ultimi) e la coprolalia (comportamento compulsivo patologico che provoca la necessità esplosiva di pronunciare parole o frasi dal contenuto osceno e/o volgare). Oltre a queste principali tipologie esistono anche i tic distonici (movimenti coordinati consecutivi con un fine inesistente ma presunto), i tic sensitivi (scatenati da una stimolazione esterna, frequentemente riscontrato nelle persone con Sindrome di Tourette) e i tic transitori, riscontrabili più frequentemente in età infantile.

I tic persistenti esordiscono in genere tra i 4 e i 7 anni, raggiungono un picco di intensità in pre-adolescenza, per poi attenuarsi e sparire nella maggioranza dei casi in tarda adolescenza o nella prima età adulta.

Il DSM 5 prevede 3 differenti diagnosi di disturbo da tic, gradualmente meno gravi:

  • Disturbo di Tourette

Questa Sindrome è caratterizzata da tic facciali, movimenti involontari multipli del corpo, ecolalia e coprolalia; la gravità dei tic può variare da lievi a invalidanti, ma sono persistenti nel tempo (più di un anno) ed il 43% dei pazienti presentano alcune comorbilità come il Disturbo da Deficit d’attenzione e iperattività (ADHD) link e il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) link; queste condizioni sono spesso secondarie al peggioramento del quadro clinico del paziente ed è fondamentale identificarle e trattarle.

  • Disturbo persistente da tic motori o vocali

Prevede la presenza di tic motori o vocali semplici o complessi, ma non sia motori che vocali, presenti in modo persistente nel tempo (almeno un anno).

  • Disturbo transitorio da tic

Prevede la presenza di tic motori e/o vocali singoli o multipli, per un periodo inferiore a un anno.

Come interveniamo sui disturbi del movimento al Centro Tice?

  • COINVOLGIMENTO DEI GENITORI
  • lavoro in rete
  • INTERVENTO PSICOEDUCATIVO E PSICOTERAPEUTICO
    COGNITIVO COMPORTAMENTALE
  • NEUROPSICOMOTRICITÀ

Conoscere le caratteristiche del disturbo è sempre prerequisito fondamentale per la famiglia, per imparare diventare consapevoli e in grado di gestire le difficoltà nel modo più utile al bambino.

Per quanto riguarda i tic, se i sintomi sono lievi, la rassicurazione solitamente è il rimedio migliore, con la minima attenzione possibile dedicata al tic fino a quando non scompare da solo. Il trattamento può essere spesso evitato se la famiglia capisce il disturbo e se il disturbo viene spiegato e capito dagli insegnanti e dai compagni di scuola del bambino. Queste modalità promuovono inoltre un miglior clima emotivo in famiglia e una più efficace comunicazione.

I professionisti di TICE che prendono in carico il percorso prendono contatti con tutti gli attori che fanno parte della rete di supporto della famiglia (SSN, scuola e altri professionisti), proponendo uno scambio costante e aperto, volto a massimizzare tutte le azioni in campo. In alcuni casi, in cui per esempio i tic sono molto persistenti e invalidanti, può essere utile un trattamento farmacologico, che viene valutato dai medici del SSN con cui TICE si relaziona per massimizzare l’efficineza dell’intervento.

La scuola rappresenta un luogo fondamentale in cui implementare strategie che non mantengano i tic e favoriscano un clima positivo intorno al bambino che si senta a suo agio e accettato. Per questo ci teniamo in costante contatto con le scuole, attraverso incontri frequenti, riunioni, supervisioni, condivisione di obiettivi e progetti, a seconda delle disponibilità dell’insegnante e delle famiglie.

La terapia cognitivo-comportamentale è importante soprattutto nel trattamento del disturbo da tic. Esistono diverse strategie che hanno ottenuto prove di efficacia (le principali sono esposizione con prevenzione della risposta e Habit Reversal Training, spesso tradotto come addestramento per la regressione delle abitudini disfunzionali). È inoltre fondamentale insegnare ai bambini e alle loro famiglie ad avere un approccio positivo e accettante nei confronti di sè stessi, delle proprie difficoltà e delle proprie risorse.

PER SAPERE DI PIÙ SULLA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE CLICCA QUI

Presso TICE proponiamo percorsi di intervento neuropsicomotorio per lavorare sui disturbi della coordinazione motoria attraverso il gioco e il movimento. La terapia è orientata a piccoli obiettivi di volta in volta, rinforzando soprattutto la motivazione e la finalità del movimento, per migliorare l’ideazione, la programmazione e l’esecuzione del gesto. Si propongono giochi tattili, sensoriali, con forte componente emotiva, che sperimentino il piacere del movimento, dal globale al particolare. Questo permette di migliorare la percezione, l’integrazione sensoriale, la precisione nella selezione muscolare. Riteniamo fondamentale valutare attentamente gli aspetti motori, l’ambito prassico e la componente emotiva e comportamentale al fine di pianificare un intervento specifico per il singolo caso e sostenere il bambino, la famiglia e la scuola durante il percorso riabilitativo.

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I risultati dei nostri interventi sono testimoniati da numerose pubblicazioni scientifiche che puoi consultare QUI

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