Il sistema universitario italiano si caratterizza per un livello di dispersione studentesca estremamente elevato che costituisce un suo specifico tratto di criticità

(Ballarino, 2011; Triventi & Trivellato, 2015).

Per ciò che concerne l’ irregolarità negli studi, i dati disponibili segnalano che la quota di studenti che conseguono il titolo entro la durata legale del corso di laurea si colloca poco al di sopra del 30% degli iscritti, a fronte di un valore medio europeo attestato a circa il 40% (ANVUR, 2013; OCSE, 2014). 

Per quanto riguarda l’abbandono dell’università, invece, le rilevazioni statistiche indicano un livello di mancato completamento del ciclo degli studi che per l’Italia si aggira intorno al 40% degli iscritti mentre nei paesi dell’Europa occidentale oscilla tra il 21% e il 28% (OCSE, 2013; Quinn, 2013).

In definitiva, in Italia ogni anno abbandona gli studi universitari appena intrapresi circa 1 immatricolato su 7 (Ghignoni, 2015). L’abbandono universitario si determina prevalentemente nel corso del primo anno di studio e questo aspetto del fenomeno rappresenta un oggetto di studio diffusamente trattato nella letteratura internazionale di settore (Harvey, Drew & Smith, 2006; Larsen, Sommersel & Larsen, 2013).

L’autonomia, lo studio e l’istruzione sono spesso raggiungibili attraverso strade alternative e parallele che si diversificano a seconda delle abilità e degli stili di apprendimento che ciascun soggetto porta con sé (Nenzioni & Guaraldi, 2020).

Negli ultimi anni sono state avviate interessanti linee di sviluppo di ricerca dedicate alle strategie ritenute più efficaci per prevenire e contrastate l’abbandono precoce, spesso focalizzate sull’orientamento o sul tutoring (Petruccelli, Verrastro & D’Amario 2008; Zago, Giraldi & Clerici, 2014; Da Re, 2014; Giuliani, Moretti & Morini, 2015), sul tutorato e placement (Pastore, Manuti, Falcicchio, Rossini & Gemma, 2015), sulle strategie di apprendimento e sull’utilizzo del formative feedback (Moliterni, Di Stasio & Carboni, 2011; Moretti, Giuliani & Morini, 2015).

Presso Tice supportiamo studenti universitari utilizzando strategie specifiche che consentono una pianificazione e un monitoraggio frequenti, migliorano la performance degli studenti (Morisano et al., 2010) e risultano fattori altamente protettivi per quanto riguarda il benessere psicologico degli studenti (Ghisi, Bottesi, Re, Cerea & Mammarella, 2016).

STUDENTI UNIVERSITARI - Centro Tice

Il nostro intervento di potenziamento si compone di:

  • Assessment, quindi valutazione delle abilità iniziali di apprendimento e studio, del percorso universitario intrapreso, delle soft skills e dell’andamento emotivo dei giovani universitari;
  • Creazione di un Goal Setting, ovvero fissaggio di obiettivi prima a lungo e poi a breve termine, coerenti con le proprie specifiche abilità di studio e di organizzazione;
  • Monitoraggio quotidiano del percorso attraverso la frequenza presso il centro o chiamate Skype con lo psicologo o la psicologa di riferimento. 
  • Potenziamento delle abilità di studio e delle soft skills, utili sia in ambito universitario che in ambito lavorativo. 

Può capitare che gli studenti universitari sperimentino momenti di difficoltà, si fermino di fronte a un esame complesso, inizino a procrastinare o provino ansia sociale.

Presso Tice aiutiamo ogni studente a superare la difficoltà vissuta, attraverso un supporto specifico alla pianificazione dell’attività di studio e di attenzione alle variabili psicologiche connesse. I nostri progetti si concentrano e supportano il collegamento degli obiettivi accademici con quelli professionali, al fine di sviluppare un piano realistico, motivante e orientato al futuro.

I nostri studenti universitari ricevono un programma che prevede che siano partecipanti attivi: hanno la frequenza obbligatoria, incarichi settimanali da svolgere, attività di ricerca, partecipazione alle discussioni di gruppo e presentazioni ai colleghi. Le lezioni in gruppo enfatizzano e rendono gli studenti consapevoli delle competenze necessarie per affrontare i corsi universitari: scrittura, analisi critica, capacità di parlare in pubblico, lettura approfondita, ricerca, gestione del tempo, pensiero originale e preparazione.

Grazie all’atmosfera favorevole, gli studenti ansiosi, che non frequentato un corso da un po’, mostrano una sicurezza maggiore dopo il completamento del nostro percorso e segnalano che l’esperienza è stata divertente e stimolante e li ha aiutati a riprendere gli studi.

Il lavoro

Trovare lavoro può essere un compito molto complesso, a volte scoraggiante, tuttavia è un elemento essenziale per costruire una reale indipendenza. A Tice cerchiamo di aiutare ogni studente ad acquisire tutte le competenze di base necessarie per garantire e mantenere un’occupazione. Dalla ricerca del lavoro all’analisi delle proprie potenzialità, ai colloqui, offriamo un supporto individuale concreto e creiamo gruppi dedicati anche allo start-up di idee innovative.

SUPPORTO INDIVIDUALIZZATO

Il processo di ricerca del lavoro inizia sempre con una domanda: “Cosa vuoi fare?”. Attraverso un supporto 1 a 1 aiutiamo i nostri utenti a elaborare e riflettere sugli interessi professionali, identificare le opportunità di lavoro corrispondenti e darsi degli obiettivi chiari e definiti anche nella fase di ricerca. Accompagniamo i nostri studenti mentre si presentano di persona alle imprese locali e alle agenzie, perché riconosciamo l’importanza di estendere il processo di ricerca oltre Internet.

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