“Mio marito vuole portare nostro figlio al funerale del nonno, io invece non sono sicura che sia la cosa giusta… Cosa posso fare? Mio figlio ha sei anni.”

Molti genitori si chiedono se sia giusto o meno far partecipare i propri figli ad un funerale, soprattutto se i bambini sono piccoli. Per rispondere a questa domanda molto dipende da come vi sembra vostro figlio.  Se vi sembra cha sia pronto a confrontarsi con voi su questo argomento, potreste chiedere direttamente a lui cosa preferirebbe fare e parlarne insieme, altrimenti la decisione spetta a voi. 

Sembra un ossimoro, ma la morte fa parte della nostra vita: prima o poi capita a tutti di vivere situazioni di perdita; inoltre, nell’ultimo periodo,  la pandemia che ha colpito tutto il mondo ha portato molte famiglie a doversi confrontare con la perdita di  persone care.

Affronteremo l’argomento da un punto di vista psicologico, in caso di ulteriori dubbi o approfondimenti scrivete a sharon.ferrari@centrotice.it

Essendo un argomento delicato, rispondiamo direttamente alle vostre domande

Quando potrebbe essere significativo far partecipare un bambino ad un funerale? 
Ci chiede Annalisa, mamma di Andrea (8 anni)

 Prendere parte al rito funebre potrebbe essere significativo se vivere questa esperienza può diventare un’occasione per raccontare ed esporre il bambino ad  elementi di ritualità che poi rivedrà successivamente nel corso della propria vita. 

Come posso accompagnarlo nel vivere questa esperienza?  

Qualora il vostro bambino desideri partecipare alla cerimonia o, sulla base di quanto detto prima, voi decidiate di farlo partecipare, dovrete essere disposti a preparare il bambino a quello che vivrà.  Mamma e papà potranno raccontargli in modo semplice dove si svolgerà il funerale, chi ci sarà e cosa succederà. Gli si potrà anche dire che ci saranno delle persone che forse piangeranno perché sono tristi per la perdita della persona cara. Inoltre, anche durante lo svolgimento del  funerale, i genitori potranno spiegare al bambino i significati dei vari momenti del rito.

E se è lui che non vuole partecipare? 

In questo caso potreste chiedergli la motivazione e questo potrebbe aiutarvi ad indagare eventuali paure, pensieri e fantasie rispetto a quello che potrebbe accadere durante il funerale e probabilmente anche rispetto al più ampio tema della morte. 

Quindi, in conclusione, qualunque sia la decisione finale vorrei sottolineare l’importanza di creare con i vostri figli occasioni di dialogo rispetto ad un tema di cui spesso non si parla con loro, ma che fa parte della vita, come la sera fa parte della giorno. Parlare di eventi dolorosi e delle emozioni ad essi connessi rappresenta un primo passo verso l’accettazione della situazione che si sta vivendo. 
In questi momenti di dolore e tristezza famigliare può anche essere che non abbiate la forza o il piacere di condividere, ma parlare di quello che si prova è realmente un primo passo di estrema importanza. 

Il ruolo dell'adulto

Spesso gli adulti si trovano in difficoltà ad affrontare questo tema con i figli, preferiscono non parlarne per paura di non sapere gestire le loro reazioni emotive di fronte ad un argomento che mette in discussione anche “i grandi” o perché spinti da un senso di protezione, ritenendo i bambini troppo piccoli o fragili.

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Inoltre spesso gli adulti dimenticano che il bambino percepisce molto bene gli stati d’animo dei genitori, tra cui anche il dolore. Creare occasioni per parlare di ciò che fa soffrire anche il papà o la mamma permette al bambino di capire il senso del dolore del genitore che altrimenti potrebbe essere vissuto come insensato.

Quindi come è possibile parlare di morte ai bambini?

La prima considerazione da fare è che si potrà affrontare l’argomento con i propri figli in modo diverso a seconda della loro età e del loro livello di sviluppo cognitivo. In realtà, la letteratura scientifica afferma che i bambini sono più forti psicologicamente degli adulti. Per questa ragione vorrei che le mamme e i papà leggessero questi consigli con la consapevolezza dell’enorme capacità di reagire al dolore della mente dei loro bimbi.

Prima dei 4 anni

Prima dei quattro anni i bambini non hanno gli strumenti cognitivi per comprendere il concetto di morte,  non comprendono ancora la contrapposizione morto/vivo e percepiscono la morte come qualcosa di non definitivo.
Perciò, vi chiederete, ha senso parlarne a questa età?
La mia risposta è: si, parlatene con i vostri figli ogni qual volta ne capiti l’occasione perché, nonostante i bambini non siano in grado di comprendere a pieno il concetto di morte, sono spesso esposti a queste tematiche.

Ad esempio potreste affrontare l’argomento se vi capita di vedere un insetto schiacciato, se muore il vostro animale domestico o se vedete una scena di morte in un cartone animato: raccontate al bambino l’accaduto per esporlo e aiutarlo nello sviluppo del concetto di morte.

Inoltre, in queste circostanze, il bambino vedendo la vostra reazione emotiva imparerà ad esprimere il dolore nella forma tipica della cultura di apparenza.
La comunicazione su questo tipo di eventi può anche essere visto come un modo di fare pratica nel parlare con i figli di argomenti dolorosi. In questa fascia di età, potrebbe capitare che la manifestazione di dolore per la perdita di un giocattolo sia più intensa di quella per la perdita di una persona cara: questo non significa che il bambino sia superficiale, ma che non ha gli strumenti cognitivi per comprendere l’accaduto. 

Cosa possiamo fare nel concreto

Di seguito vi scrivo alcuni consigli per parlare della morte a questa età:

  1. Parlate al bambino con parole semplici.
  2. Usate una comunicazione breve, senza troppi riferimenti temporali (“non lo vedremo più”) perché il bambino non è in grado di comprenderli.
  3. Esprimete l’emozione che state provando per l’accaduto (“Questa cosa mi fa sentire un po’ triste”).
  4. Potrebbe accadere che il bambino chieda a mamma e papà: “tu non muori, vero?”. Rassicurate vostro figlio sia verbalmente sia fisicamente.

Dai 4 ai 10 anni

A partire dai 6 anni i bambini iniziano a rafforzare il concetto di irreversibilità associato alla morte che diventa pienamente acquisito introno ai 10 anni. In questa fase dello sviluppo la morte inizia ad essere associata a paure ed angosce perciò affrontare questa tematica potrebbe essere più complesso per i genitori.

Anche in questo caso il consiglio è quello di sfruttare ogni occasione per parlare con i vostri figli della morte, usando un linguaggio semplice e chiaro, esplorando le loro fantasie e rispondendo ad eventuali dubbi e domande che potrebbero insorgere a partire da questa età. 

Esistono numerosi libri per l’infanzia (specifici per le diverse età) che, attraverso l’uso di immagini, metafore ed un linguaggio semplice, spiegano ai bambini cos’è la morte. Se vostro figlio ha molte curiosità rispetto alla morte e a voi sembra di non trovare le parole giuste potreste farvi aiutare da un libro per parlare di questo argomento con i vostri figli: leggetelo insieme!

E quando capita di perdere una persona cara come fare a dirlo ai propri figli?
Ha senso informare il bambino/a dopo che avete gestito il vostro dolore personale e vi sentite in grado di accogliere il suo.  I passaggi suggeriti prevedono come prima cosa una comunicazione breve dell’evento in cui il genitore, scegliendo le parole a suo avviso più adatte ma senza giri di parole, comunica al bambino della morte della persona cara. Poi segue l’accoglienza emotiva delle reazioni figlio (pianto incontrollato, fuga, rabbia).
In questa fase il genitore dovrebbe contenere sia fisicamente che psicologicamente il bambino fino a farlo calmare
. Infine, una volta consolato il bambino, il genitore può raccontare al figlio come si sente e anticipargli che magari per un po’ di tempo potrà essere triste e a volte piangere.

Questa fase è molto importante perché, attraverso le parole e soprattutto il modello di comportamento del genitore, si insegnerà al bambino come esprimere il suo dolore in futuro.

Cosa possiamo fare nel concreto

Di seguito vi lascio alcuni consigli su come accompagnare i vostri bambini nel percorso di accettazione ed elaborazione dell’evento doloroso:

  • Insieme ai vostri bambini potete condividere una modalità per rimanere in contatto con il caro estinto (cercarlo in cielo, tra le stelle, nell’aria…).
  • Rendetevi disponibili a rispondere alle domande sull’accaduto dando informazioni semplici e chiare.
  • Stimolate il bambino ad esprimere le proprie emozioni che potranno essere le più diverse (rabbia, nostalgia, tristezza, paure…), parlatene insieme, esplicitate anche il vostro stato d’animo e rimandate a vostro figlio che è assolutamente normale sentirsi così data la perdita subita.
  • Condividete il ricordo della persona scomparsa (attraverso foto, racconti…) ogni qual volta il bambino lo richieda. 
Giulia Amorotti

Giulia Amorotti
Psicologa, Master ABA

Si occupa di interventi di tipo cognitivo-comportamentale con bambini bambini di età scolare con  bisogni educativi speciali presso la sede di Tice Correggio sulla gestione di aspetti legati a competenze scolastiche,  gestione di comportamenti problema e competenza emotiva.
Se hai delle domande, scrivi a Giulia Amorotti