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Come dirlo alla tua famiglia di origine?

Come dirlo alla tua famiglia di origine? - Centro Tice

Francesca Cavallini, psicologa, dottore di ricerca, fondatrice di Tice e mamma lesbica di due bambine, racconta da un punto di vista psicologico e scientifico l’omogenitorialità, aprendosi alla propria esperienza in modo consapevole e arricchente.

Se hai delle domande puoi scrivere a francesca.cavallini@centrotice.it

Come dire alla propria famiglia di origine che stai per fare o hai già fatto l’inseminazione con la tua compagna.

Su questo punto posso dire che sicuramente, avrei voluto leggere un blog che rispondesse ai miei dubbi e mi guidasse in questo momento complesso. Invece purtroppo non è stato così.

Omofobia interiorizzata

In quel momento, ho preferito farmi guidare dalla mia omofobia interiorizzata.

L’omofobia interiorizzata è l’insieme di sentimenti negativi (come ansia, disprezzo, avversione) che le persone omosessuali provano nei confronti dell’omosessualità stessa, propria e altrui. Nel confronti dei sentimenti omoerotici, dei comportamenti omosessuali, delle relazioni tra persone dello stesso sesso, dell’autodefinizione come persona gay o lesbica.

Sono certa che molti di voi penseranno di non soffrire di omofobia interiorizzata ma devo purtroppo smentirvi…il 100% delle persone omosessuali ne soffrono!!!!

Non è “colpa” nostra, ma della cultura e della società profondamente omofobe in cui siamo cresciuti.

Se vuoi saperne di più sull'omofobia interiorizzata, guarda il video!

La mia omofobia interiorizzata mi ha guidata nell’inventare una storia così stupida che merita di essere raccontata. Per non ferire i sentimenti delle mie nonne e dei parenti più rispettabili, ho deciso di “lasciare intendere” che vi fosse un famigerato uomo americano, colto e bello, colpevole della mia gravidanza. In quel periodo andavo spesso negli Stati Uniti e la storia mi sembrava potesse funzionare.

Risultato?
Nessuno ha creduto all’americano e il bisbiglio sulla vera natura del concepimento si è protratto per quasi 1 anno.
A mia discolpa posso dire che era il 2009 e che Bice era la prima bimba piacentina con due mamme.

Qualche suggerimento

Per fortuna nel 2016 ho avuto una nuova opportunità e questa nuova esperienza, mi permette oggi di scrivere alcuni suggerimenti su come raccontare alla vostra famiglia d’origine della fecondazione. Suggerimenti e riflessioni sicuramente più sani dell’uomo americano. 

1. si, lo sto per dire…la verità paga sempre. Dillo con parole semplici, comprensibili e con frasi brevi: “farò un figlio con l’inseminazione artificiale”.
2. non usare forme plurali (del tipo abbiamo deciso..) meglio il singolare (ho deciso di provare ad avere un bambino/a con la mia compagna)
3. usa l’indicativo (ho deciso, farò), non usare condizionale (vorrei…mi piacerebbe…)
4. preparati delle riposta ad alcune domande che potrebbero farti: “in che cosa consiste?” – “è pericoloso?” – “è legale?” – “perché lo fai tu e non lo fa lei?” 
5. prova la comunicazione davanti allo specchio 10 volte da sola
6. scrivi tutti i pensieri che immagini i tuoi genitori possano provare (delusione, rabbia, tristezza), guardali e ricordati che sono pensieri tuoi
7. ultimo, ma super importante, se ti viene voglia di scappare e tornare sui tuoi passi, è assolutamente normale. Se non sarai scappato, hai appena compiuto il primo gesto da genitore della tua vita.

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Francesca Cavallini | Presidente Tice Piacenza

Francesca Cavallini
Psicologa, Fondatrice di Tice, Docente presso l’Università degli Studi di Parma

Dopo la laurea in psicologia, grazie alla supervisione del suo mentore, la prof.ssa Silvia Perini, ha iniziato il dottorato di ricerca che l’ha portata a studiare e fare ricerca sul precision teaching. Durante il dottorato ha avuto la possibilità di viaggiare in America e conoscere il professor Carl Binder che l’ha guidata nello studio dei principi ABA nella gestione dell’impresa. Tornata in Italia ha fondato Tice e da allora si occupo di innovazione sociale e ricerca applicata coniugando così i suoi più grandi interessi: Università e persone.

Per una consulenza scrivi a: Francesca Cavallini