animali

Mio figlio per dispetto tira la coda al gatto. Mi figlia vorrebbe dare via il cane. Non so proprio come spiegare loro che fanno parte della famiglia, non sono dei giocattoli e vanno trattati con rispetto!!! 

L’argomento che abbiamo deciso di trattare oggi con voi è il maltrattamento degli animali. 

Può capitare che i bambini siano attratti dagli animali anche se il loro approccio, soprattutto se molto piccoli, non è sempre adeguato. 

Non è difficile vedere bambini che tormentano animali domestici, che uccidono piccoli insetti o che catturano rettili per poterli osservare e conoscere.

Affronteremo l’argomento da un punto di vista psicologico e scientifico.
In caso di ulteriori dubbi o approfondimenti scrivete a Giulia Amorotti

Falsi miti e false credenze

Ogni atto di violenza commesso da un bambino nei confronti di un animale è sicuramente un atto che agli occhi di un genitore desta preoccupazione. Ed è normale sia così. 

Può essere un evento da non sottovalutare e richiedere l’aiuto di un esperto, ma quando?

In generale, quando i bambini sono molto piccoli (in età prescolare) la loro naturale  curiosità può portare ad esperienze spiacevoli per i loro animali domestici. 
Il bambino potrebbe essere alla sua prima esperienza con un animale e non avere ancora appreso un modello di cura. Spesso nella realtà accade che i bambini siano impreparati ad interagire con un animale e in particolare a qualche sua reazione imprevedibile o indesiderata. 

Cosa dice la scienza?

bambino animale maltrattato

Uno studio scientifico pubblicato dal Journal of Pediatric Psychology ha indagato se educare i bambini al rapporto corretto con un animale può essere efficace e in che modo. Il punto fondamentale emerso da questo studio è l’imprevedibilità di reazione sia dei bambini molto piccoli che degli stessi animali.  

Reazioni che qualche volta possono essere spiacevoli. 

Quindi in età prescolare ciò che può essere scambiato per maltrattamento, in realtà può, nella maggior parte dei casi, essere letto come una mancanza di esperienza nel comportamento di cura (o di gioco) con l’animale.

Il discorso è un pò diverso se si tratta di bambini più grandi.
In questo caso, molto probabilmente i bambini di età scolare sono in grado di comprendere che l’animale non è un giocattolo, ma un essere vivente in grado di provare dolore se maltrattato. 

In questo caso, se notate questo comportamento da parte di vostro figlio, il mio consiglio è quello di rivolgervi ad un esperto di psicologia dell’educazione che saprà darvi supporto ed indicazioni molto preziose. 

Ecco i nostri consigli:

Quali emozioni proviamo:
“Ho paura: sarà un futuro criminale?”
“Mi fa arrabbiare, io sono così affezionata agli animali!!”

Cosa pensiamo:
“Perchè fa così?”
“Forse non gli ho dato le giuste attenzioni!”
“E se peggiorasse questa situazione?”
“Chissà cosa pensano i miei vicini quando vedono queste scene sul balcone!”

Cosa facciamo:
“Posso informarmi!”
“Posso parlare con uno specialista che accolga le mie preoccupazioni e sappia darmi indicazioni utili”

Cosa possiamo fare nel concreto

  • Non aspettatevi che accada che vostro figlio sia da subito capace di prendersi cura di un animale: in parte anche il comportamento di cura si impara.
  • Attenzione ai vostri pensieri: provate a limitare le sensazioni alla situazione che state osservando 
  • Cercate di notare i piccoli miglioramenti (si avvicina all’animale in modo appropriato) e date la giusta attenzione a questi momenti, lodandolo quando si approccia in modo appropriato. 
  • Se dovesse avvenire un comportamento inadeguato chiedete a vostro figlio come si è sentito (e non perché l’hai fatto)
  • Se il comportamento diventa molto frequente, chiedete il parere di un esperto
Giulia Amorotti

Giulia Amorotti
Psicologa, Master ABA

Si occupa di interventi di tipo cognitivo-comportamentale con bambini bambini di età scolare con  bisogni educativi speciali presso la sede di Tice Correggio sulla gestione di aspetti legati a competenze scolastiche,  gestione di comportamenti problema e competenza emotiva.
Se hai delle domande, scrivi a Giulia Amorotti