Cosa rispondere a questa domanda? Qual è l’età giusta per rispondere? E poi, è veramente giusto spiegare la verità? 

Come al solito, anche in questo caso vogliamo affrontare questo argomento dal punto di vista psicologico.
Vediamolo insieme alla Dott.ssa Giulia Amorotti. 

Le domande di dicembre

 

“È giusto far credere ai bambini che Babbo Natale esiste davvero?”

“Quando è giusto dire che Babbo Natale non esiste?”

“È normale sentirmi in colpa quando nascondo i regali?”

“Cosa rispondere quando mio figlio mi chiede se Babbo Natale sono io?”

Anche noi adulti crediamo in cose bizzarre

Anche noi adulti a volte crediamo a cose un pò bizzarre. Avete mai sentito la frase “non è vero, ma ci credo”?

Anche noi “grandi” ci ritroviamo a credere (molto più spesso di quanto in realtà ci accorgiamo a livello consapevole) a qualcosa che non sia validato empiricamente o abbia solide basi scientifiche. 

È come se nella nostra mente vi siano quesiti a cui ha senso rispondere con la logica e quesiti a cui ha senso rispondere con la fantasia, chiarendo però a chi ci fa le domande questa differenza.

Quindi, pensandoci, potrei proporvi questa soluzione.

Se e quando vostro figlio vi chiederà se babbo Natale esiste, se vi va potete rispondere di si. 

“Ma come posso essere proprio sicuro che esista?”

Rispondiamo con la scienza

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Per scoprire se le cose magiche esistono non si può usare niente di quello che si usa per scoprire le cose non magiche. Per scoprire dove nascondo la Nutella me lo puoi chiedere o puoi andarla a cercare. Ma per le cose magiche esiste tutta una procedura magica per cui le domande o i filmati non danno risposte e ognuno di noi le deve cercare da solo con modi suoi.

Dovete sentirvi in colpa per questo?

A questa domanda voglio rispondere con la scienza. 

Innanzi tutto è importante sapere che i bambini fino a circa 6 anni devono attraversare ancora diverse fasi di sviluppo cognitivo. A questa età il pensiero razionale non è ancora del tutto sviluppato, quindi credere all’esistenza di un vecchietto con una slitta volante che recapita regali a tutti i bambini del mondo è un modo di vedere la realtà del Natale. 

Dall’altro lato della medaglia però una serie di esperimenti condotti ad Harvard ha messo in evidenza come i bambini siano in realtà in grado di distinguere tra personaggi fantastici derivati da credenze culturali (Babbo Natale, appunto) e altri che non sono per loro fisicamente visibili ma in realtà esistenti. 

Quindi i bambini che credono a Babbo Natale potrebbero comunque essere meno certi della sua esistenza secondo questi studi rispetto a quella dei batteri. 

Supportare quindi i vostri figli a credere a Babbo Natale non li renderà illogici o sprovveduti. 

Ma cosa succederà quando i vostri figli scopriranno che in realtà Babbo Natale non esiste? A voi cosa è successo quando lo avete scoperto? 

Quando alcuni ricercatori sono andati a fare domande ai bambini che avevano smesso di credere a Babbo Natale hanno riportato una situazione di globale tranquillità. 

Qualcuno di loro diceva di aver intuito qualcosa e poi era arrivato ad averne la certezza, ma in generale non riportavano sentimenti di tristezza. 

Qualche suggerimento

  • Parlate di Babbo Natale con leggerezza
  • Non siate eccessivamente precisi nell’organizzare l’evento, meglio se c’è qualche errore che può insospettire il bambino (ad es. scrivete con la vostra calligrafia, usate carta da regalo che il bambino ha già visto): commettere piccole imprecisioni non riduce l’impatto di gioia e la fantasia, ma permette ai bimbi di farsi domande e a voi crea occasioni di ascoltare le loro spiegazioni 
  • Parlate spesso di come la fantasia faccia parte del nostro modo di pensare (ad es. la presenza di draghi, elfi e altri elementi che hanno accompagnato lo sviluppo umano possono e devono far parte della vita psicotica e delle discussioni). 
Questo è proprio il pezzo giusto per augurare a voi e alle vostre famiglie Buon Natale! 
Giulia Amorotti

Giulia Amorotti
Psicologa, Master ABA

Si occupa di interventi di tipo cognitivo-comportamentale con bambini bambini di età scolare con  bisogni educativi speciali presso la sede di Tice Correggio sulla gestione di aspetti legati a competenze scolastiche,  gestione di comportamenti problema e competenza emotiva.
Se hai delle domande, scrivi a Giulia Amorotti