Minecraft è uno dei videogiochi più scaricati al mondo! Per darvi un’idea, ad oggi, oltre 4 milioni di persone hanno comprato Minecraft e ogni ora, circa 1000 persone si connettono (“loggano”) per giocare!!!

Oltre a questo, esiste un altro aspetto interessante di questo gioco: milioni sono le visualizzazioni di video youtube che mostrano altre persone giocare a Minecraft per imparare strategie di creazione del mondo virtuale. Cosa vuol dire? Che milioni di persone trascorrono il tempo non a giocare direttamente a Minecraft, ma guardando altri giocare! 

Conoscere in cosa consiste questo gioco è sicuramente il primo passo per comprendere le motivazioni per cui i ragazzi sono così interessati al gioco e creare o aumentare le occasioni di confronto.

Come si gioca a Minecraft!

Minecraft è un gioco dove si scava (mine) e costruisce (craft) con diversi tipi di blocchi 3D, all’interno di un grande mondo fatto da diversi tipi di terreni e habitat da esplorare.

Il gioco riproduce la vita quotidiana: mentre i giorni passano (dal giorno alla notte) i personaggi lavorano e  costruiscono, cercando di sopravvivere in questo mondo virtuale. 

Le 5 cose che un genitore dovrebbe sapere su Minecraft

1) Non esiste uno schema di gioco prestabilito.
Non esistono delle partite, quindi non c’è chi vince o chi perde. L’obiettivo del gioco è creare un mondo e sopravvivere. 
Conoscere questo aspetto ci permette di definire delle regole di utilizzo che non si basano sul numero di partite, evitando di dire “Quando finisce la partita spegni!”. Questo vorrebbe dire permetterne un utilizzo pressochè illimitato!

2) Si può giocare a partire dall’età di 7 anni. 

3) Si può giocare come singolo giocatore o in modalità multiplayer.
Le modalità multiplayer permettono di giocare con altri giocatori che possono essere ospitati sul dispositivo di vostro figlio (come un amichetto che viene a giocare a casa) oppure su un server pubblico dove possono connettersi anche persone estranee (per questo motivo è sempre bene un certo livello di controllo). 

4) Esistono quattro modalità di gioco: creativa, sopravvivenza, pacifica e avventura.

  • Nella modalità sopravvivenza si possono effettuare o subire attacchi di zombie e mostri che vengono chiamati MOB.
  • Nella modalità creativa è consentito esplorare e costruire all’infinito con i blocchi e gli zombie non attaccano il giocatore.
  • Nella modalità avventura, il giocatore può interagire con oggetti e gli zombie, tuttavia è possibile rompere i blocchi solo con il corretto attrezzo. 
  • La modalità pacifica consente di esplorare e costruire all’infinito e in questa difficoltà non ci sono mostri.

5) È scaricabile a pagamento su diversi dispositivi: la versione originale su computer e console, mentre Minecraft – Pocket Edition che è una versione per telefono cellulare. 

Qualche consiglio per rendere Minecraft un gioco sicuro!

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  • Cercate di comprendere le motivazioni per cui i ragazzi sono interessati al gioco e le modalità di gioco. Questo permette di creare occasioni in cui è possibile scoprire il gioco e  condividere. Sarà più facile fargli rispettare i tempi e le regole di gioco! 
  • Aiutate i ragazzi a gestire in autonomia device e videogames 
  • Organizzate insieme il tempo da dedicare a questo gioco, spiegandogli le motivazioni delle regole che gli dati (se tuo figlio non riesce a smettere di giocare o si arrabbia molto quando deve smettere, scrivici: prenderemo un appuntamento)
  • Se i tuoi figli giocano online, prenditi il tempo necessario per controllare i server a cui si connetto. Puoi anche disabilitare i messaggi tramite le impostazioni del profilo.  
Se tuo figlio gioca a Minecraft e hai qualche domanda da farci, scrivi a Angela Saccà
Se l’articolo ti è stato utile, condividilo con altri genitori!  
Angela Saccà | Coordinatore sede Tice Kids Piacenza

Angela Saccà
Psicologa, Master ABA, Dottoranda in Psicologia

Dopo la laurea in Psicologia e il Master in Analisi Applicata del Comportamento (ABA), si occupa di interventi cognitivo-comportamentali con bambini che presentano Bisogni Educativi Speciali e di percorsi di media education con genitori.
Se hai delle domande, scrivi a Angela Saccà