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Cosa facciamo per la festa del papà?

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Francesca Cavallini, psicologa, dottore di ricerca, fondatrice di Tice e mamma lesbica di due bambine, racconta da un punto di vista psicologico e scientifico l’omogenitorialità, aprendosi alla propria esperienza in modo consapevole e arricchente.

Se hai delle domande puoi scrivere a francesca.cavallini@centrotice.it

Il 19 Marzo, San Giuseppe, tradizionale festa del papà è, per alcuni insegnanti, una giornata complicata. 
Eh si, perché viene spontaneo domandarsi cosa fare se in classe c’è un bambino/a con due mamme?
In questo articolo, Francesca Cavallini, mamma lesbica di due bambine, psicologa, dottore di ricerca in psicologia, docente universitario e fondatrice di Tice, ci presenta alcuni suggerimenti utili per tutti gli insegnanti. 

Le tradizioni

Il nostro paese è culturalmente attaccato alle tradizioni, rispettare le tradizioni è un valore che appartiene al nostro modo di pensare. Siamo abituati a rispettare le tradizioni, ad insegnarle e tramandarle ai nostri figli. Pensate al cenone di Natale, al piatto tipico del giorno di Pasqua o alle sagre nei paesi il giorno del patrono. Insomma ci piace trovare occasione per festeggiare eventi e persone. Io credo che “non festeggiare i papà” e non ricordare San Giuseppe non sia la soluzione per rendere le classi inclusive e aperte ai nuovi modelli di famiglia. Insegnare ai bambini a festeggiare qualcosa che non hanno è, al contrario, una grande educazione all’altruismo e all’empatia. Quindi?

Qualche suggerimento per la classe

Ecco alcuni suggerimenti per tutti gli insegnanti che hanno in classe bambini o bambine con due mamme o bambini che non hanno il/i papà, per affrontare la Festa del Papà.

1. Introducete la mattinata parlando dell’importanza dei rituali e delle tradizioni e ricordare che le tradizioni non sono leggi ovvero non accade nulla se non si rispettano ma non sono neanche soltanto abitudini. Insomma fate capire ai bambini che le tradizioni sono meno normative delle leggi e più gioiose delle abitudini. 

2. Continuate parlando dei diversi modelli di famiglia che esistono ovvero il fatto che ci sono famiglie più tradizionali composte da mamma, papà, bambini, ma anche altre forme di famiglia con due mamme, due papà, una mamma sola, un solo papà. Chiarite il fatto che in alcune famiglie c’è almeno un papà, mentre in altre no. 

3. Presentate le origini della ricorrenza.
Nei paesi cattolici, i padri vengono celebrati fin dal Medioevo il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, padre putativo di Gesù. Secondo un’antica tradizione, il culto di questo padre adottivo si sviluppò fin dal V secolo in certi monasteri egiziani dove fu scritta la Storia apocrifa di Giuseppe il falegname e dove la sua festa fu fissata al 20 luglio (rimane tuttora nel calendario copto).

4. Date inizio ai famosi lavoretti da portare a casa (sbizzarritevi come solo gli insegnanti sanno fare!).
I bambini che hanno i papa e i bambini che sono cresciuti da una figura che ritengono il loro papà indipendentemente dal legame biologico, dedicheranno l’opera al proprio papà mentre tutti gli altri potranno aiutare i compagni a realizzare le loro opere. Questo aspetto di condivisione è estremamente importante: spesso infatti si tende a dire ai bambini senza papà di dedicare il lavoretto a qualcun altro, invece quello che voglio suggerirvi è dire ai bambini di aiutare un amico/a a realizzare al sua opera.

5. infine, per gratificare i bambini che non hanno i/il papà e hanno aiutato gli altri, preparate un diploma da mandare a casa con frasi come “Diploma di esperto nel rispetto delle tradizioni” – “Diploma di bravura nell’aiuto dei compagni”. Potete scaricare il nostro diploma se vi fa piacere!

Mi raccomando condividete il blog con gli/le insegnati dei vostri figli!!

diploma
Cosa facciamo per la festa del papà? - Centro Tice
Francesca Cavallini | Presidente Tice Piacenza

Francesca Cavallini
Psicologa, Fondatrice di Tice, Docente presso l’Università degli Studi di Parma

Dopo la laurea in psicologia, grazie alla supervisione del suo mentore, la prof.ssa Silvia Perini, ha iniziato il dottorato di ricerca che l’ha portata a studiare e fare ricerca sul precision teaching. Durante il dottorato ha avuto la possibilità di viaggiare in America e conoscere il professor Carl Binder che l’ha guidata nello studio dei principi ABA nella gestione dell’impresa. Tornata in Italia ha fondato Tice e da allora si occupo di innovazione sociale e ricerca applicata coniugando così i suoi più grandi interessi: Università e persone.

Per una consulenza scrivi a: Francesca Cavallini