La parte neuro psicomotoria nel momento nella scrittura e nel disegno è davvero molto importante, perché disegnare o scrivere bene richiede che il bambino abbia tutti i prerequisiti neuropsicomotori ben consolidati:

  • controllo posturale,
  • motricità fine della mano,
  • presa della strumento grafico
  • controllo di forza/tono dei movimenti
  • buona coordinazione occhio mano.

Proprio per questo è importante descrivere alcuni accorgimenti utili sia per i più grandi che per i più piccoli che si approcciano al disegno e alla scrittura. 

Concentriamoci in questo articolo sulla parte dell’impugnatura corretta dello strumento grafico.

Ma perchè è così importante l'impugnatura corretta?

Una cattiva impugnatura determina una tensione muscolare  eccessiva a livello del braccio (dalla mano fino alla spalla) inficiando di conseguenza la fluidità del gesto grafico e rendendo molto faticoso il momento della scrittura o del disegno. 

Dal punto di vista strutturale,  il tenere la penna in modo scorretto  è determinato o esso stesso determina un’alterazione della postura. 

Il bambino potrebbe inclinarsi sulla sinistra o sulla destra determinando una postura che impedisce al diaframma di muoversi secondo la sua fisiologia, con conseguenti adattamenti respiratori e un accentuarsi degli atteggiamenti scoliotici. L’impugnatura scorretta della penna incide negativamente anche sulla vista. Un’inclinazione superiore a 20° rispetto alla perpendicolare ideale rischia di provocare una riduzione d’illuminazione  e il prendere la penna troppo vicino alla punta  inevitabilmente porta a nascondere il testo sul foglio, obbligando una rotazione del quaderno a 90 gradi per riuscire a vedere.

Come impugnare la penna o la matita

impugnatura penna

• LA PRESA DELLO STRUMENTO È “A PINZA”, TRA POLLICE ED INDICE, MENTRE LA PRIMA FALANGE DEL DITO MEDIO FUNGE DA APPOGGIO PER GARANTIRE UN ASSETTO REGOLARE. ANULARE E MIGNOLO, SEMIPIEGATI, ASSICURANO IL CONTATTO DELLA MANO CON IL FOGLIO.
• LO STRUMENTO GRAFICO VA IMPUGNATO A CIRCA DUE DITA DALLA PUNTA.

Come si sviluppa l’abilità di prendere il pennarello con presa corretta?

In letteratura vengono descritte 3 fasi di sviluppo: prese primitive, prese transitorie e prese mature (Henderson e Shneck, 1990).

Inizialmente , verso i 10 12 mesi, la prensione è di tipo palmare, afferrando con forza la matita con tutto il palmo della mano (senza utilizzo delle dita). Ciò limita le variazioni dei movimenti e del campo visivo della traccia lasciata sul foglio. In seguito, tra i 18 mesi e i 2 anni, il bambino inizia ad appoggiare il gomito e a produrre maggior varietà di linee, muovendo l’avambraccio. Poi , verso i 3 anni, passa gradualmente a una impugnatura tripode  con  opposizione indice-pollice  con prima polso rigido ( presa tripode statica) e poi, verso i 4 anni, ( presa tripode dinamica) con movimento del polso che dirige lo strumento grafico, mentre il dito medio sostiene lateralmente la penna.

L'importanza di stare seduti composti

Come dovrebbe stare seduto il bambino mentre disegna o scrive:

  • piedi ben appoggiati al pavimento,
  • seduto comodamente,
  • busto eretto e leggermente inclinato in avanti ma non appoggiato al tavolo,
  • spalle rilassate,
  • gomiti entrambi sul tavolo,
  • mano non scrivente appoggiata aperta sul foglio, sotto la mano scrivente»
  • circa due terzi dell’avambraccio che scrive deve essere appoggiato al tavolo.

Quali giochi possiamo proporre per allenare la prensione (senza che il bambino se ne accorga)

Per poter allenare la prensione corretta ci sono dei giochini/attività che si possono proporre al vostro bambino in modo indiretto e più divertente e che hanno proprio la funzione di allenare tutte le componenti che stanno alla base di una buona prensione.

presa a pinza

Prensione a pinza (pollice indice): giocare con i chiodini (mettere e togliere dalla griglia), con le mollette da aprire e chiudere per pinzare, con palline di pongo da schiacciare, con materiale filiforme da prendere a livello prossimale con pollice e indice per esempio shanghai, stuzzicadenti, cotone fiocche, cannucce, spaghetti

pallina di pongo

Per la mobilità del braccio e del polso: lanciare palline di diverso peso,  fare palline o serpenti con il pongo sul banco, spostare una pallina con la mano sul muro facendola scorrere con la mano, fare percorsi in posizione a carriola (il bambino inizia con pancia a terra, il compagno tiene le gambe e il bambino cammina sul pavimento reggendosi sulle mani)

neuropsicomotricità da fare a casa: imparare a disegnare e scrivere

Consapevolezza motricità fine: imitare movimento globali della mano e delle dita, fare il gioco delle impronte richiedendo al bambino di mettere le mani in sagome disposte con diverse orientamenti sul banco, utilizzare una filastrocca o canzoncina per dare una ritmicità al movimento e per renderlo più piacevole.

Molto spesso facciamo disegnare o scrivere il bambino con quello che capita (matite, penne, pastelli), ma bisogna porre attenzione anche a questo aspetto in quanto anche gli strumenti grafici hanno una sequenzialità di difficoltà. 

Di questo parleremo nel prossimo articolo, sempre con Martina Semino, neuropsicomotricista di Tice. 

Martina Semino

Martina Semino
Neuropsicomotricista 

Ad oggi lavora come neuropsicomotricista di Tice, nella sede di Piacenza e come neuropsicomotricista supervisore presso la sede di Correggio, con i bambini ragazzi di età compresa tra i 3 ai 15 anni. Ad Airett, mi occupo di  comunicazione aumentativa alternativa relativa e di ricerca e progettazione di nuove tecnologie per la riabilitazione
 
Se hai delle domande, scrivi a Martina Semino